Un labirinto nel campo di pop corn!

 

Perdersi, girare a sinistra e poi a destra e ritornare allo stesso punto di partenza, quindi cambiare strada. Tutto questo e molto altro è il labirinto.
Tra i più leggendari c’è sicuramente quello di Cnosso, il mito greco di Teseo e Arianna e del famoso labirinto costruito dal Re Minosse per nascondere il Minotauro, un essere per metà uomo e per metà toro.

E quando il mito incontra un campo di pop corn, la leggenda si trasforma in un’esperienza unica ed irripetibile nella fantastica cornice del Parco Regionale Delta del Po.

Dunque se un tempo solo l’eroico Teseo si era offerto di entrare per uccidere il mostro aiutato dal famoso filo di Arianna, ora tutti lo possono affrontare.
E se questo avviene in un campo di mais è ancora più divertente.
È così che nasce il Labirinto Dedalo, il progetto innovativo del giovane architetto cervese Mattia Missiroli.  Con i suoi 100 mila metri quadrati di superficie è considerato il più grande labirinto di mais d’Europa, con i suoi sentieri e percorsi intricati e fuorvianti dai quali non è semplice uscire.

Il funzionamento del labirinto è molto semplice: una volta entrati da un ingresso, dopo un lungo percorso variabile occorre trovare l’uscita.

La piantagione ha un’estensione di circa 8 ettari; il percorso da fare a piedi al suo interno è di circa 3,5 Km, con diversi stradelli che vanno dai 7 ai 10 Km. Al suo interno sono inoltre presenti anche un labirinto baby, pensato per sperimentare percorsi ludico-didattici, delle  aree pic-nic per ospitare i visitatori, prima o dopo l’avventura con un pranzo al sacco ed in alcune occasioni il campo di mais viene utilizzato come speciale location per gli eventi.Grazie ad un ampio orto e alla coltivazione diretta di ortaggi è possibile infine acquistare prodotti del campo a Km 0.

Insomma un esperienza divertente da provare, fuori dall’ordinario e adatta a tutte le età!

Il chiosco della piadina

Se ti trovi i Romagna non puoi non incontrare per strada i caratteristici chioschi della piadina. Simili nella forma a cabine balneari colorate a bande verticali, sono diventati nel tempo uno degli arredi urbani che per eccellenza distingue la nostra Riviera.

Sino agli anni Sessanta la piadina era solita essere consumata nelle trattorie di campagna o nelle case dove veniva preparata dalle azdore (termine dialettale con cui venivano definite le donne di casa) con i metodi tradizionali e farcita con formaggi, preferibilmente con il tipico squaquarone, o con degli ottimi salumi.
Successivamente la sua presenza si è diffusa anche nei luoghi di passaggio, dove quest’attività veniva inizialmente esercitata utilizzando un semplice tavolo ed un ombrellone, l’antenato degli odierni chioschi.

Chi viene in Romagna non può non fermarsi in una di queste piccole casette per consumare una “piada da passeggio”, scegliendo la versione dolce o salata, a seconda di come la si preferisce!

La Riviera dei Parchi

 

La Romagna è anche conosciuta come la “Riviera dei Parchi”. Oltre alle spiagge, la nostra zona si caratterizza infatti per un’alta concentrazione di parchi di divertimento e acquatici. Diverse sono le attrazioni tra Ravenna e Cattolica, strutture di ogni genere dove tutta la famiglia, grandi e piccini nessun escluso, possono trovare la forma di divertimento adatta ai loro gusti.

Ecco alcuni dei parchi più conosciuti nella nostra Riviera, una divertente alternativa, ad una giornata di mare.

Mirabilandia:

Mirabilandia è un Parco tematico e acquatico nel cuore della Riviera Romagnola. Situato a pochi chilometri da Ravenna, qui le emozioni puntano in alto e si caricano di adrenalina, il giusto mix tra avventura e relax, in quanto si trova immerso in un’oasi fiorita di verde.
Tante sono le proposte di attrazione e di spettacolo a misura di famiglia che passano dall’aria all’acqua. Infatti, grazie a Mirabeach, il parco acquatico di Mirabilandia, avrete occasione di tuffarvi nel divertimento con acqua scivoli per tutte le età!

Italia in Miniatura:

Se volete vivere da giganti per un giorno, immersi nella bellezza del nostro paese, allora il Parco dell’Italia in Miniatura di Rimini è ciò che fa al caso vostro. Una bellissima favola che valorizza il nostro patrimonio storico, architettonico e culturale, che da anni attrae milioni di visitatori, un luogo incantato, un sogno tridimensionale tutto da vivere. Ad attendervi una varietà di proposte uniche nel loro genere, un luogo dove si impara divertendosi.

Aquafan:

Sulla collina di Riccione, Aquafan è considerato il parco acquatico numero uno in Europa, nei suoi 90 mila mq ricchi di verde, dove propone i suoi fantastici scivoli, lunghi complessivamente oltre 3 km. Un luogo del divertimento che non vive solo di giorno ma anche di notte, grazie alla collaborazione con Radio Deejay. Infatti le giornate Aquafan Night&Day trasformano il parco in un vero e proprio villaggio aperto con i suoi scivoli dalle 10 alle 22:30 che fino al 20 di agosto è ricco di eventi, animazione e tanta musica.

Acquario di Cattolica:

Dalla forma curiosa ed insolita, simile al profilo di una flotta navale, l’edificio che ospita oggi l’Acquario di Cattolica era originariamente un’ampia colonia marina realizzata negli anni ‘30; ed è proprio per questa sua singolare conformazione che rappresenta delle navi pronte a salpare che ha assunto il nome LE NAVI.
Quattro sono i percorsi che potrete scegliere di fare all’interno di questo Parco marino, divisi per colore:

Percorso blu: Qui sarete sedotti dall’incredibile storia del pianeta terra narrata attraverso l’evoluzione biologica del globo. In questo spazio sono ospitati anche numerosi esemplari di squali, con anche la possibilità di immergersi all’interno di una sicurissima gabbia per osservarli ancora più da vicino. Senza dimenticare poi i pinguini, le meduse ed il delizioso Asilo delle Tartarughe.
Percorso Verde: Chiamato anche Esotario poichè contiene al suo interno numerose specie di animali esotici come camaleonti, rane, insetti, serpenti e anfibi.
Percorso Viola: Qui potrete scoprire attraverso i suoni del mare come avviene la comunicazione tra gli abitanti del mondo sommerso. Un percorso fatto di voci, bisbigli e melodie che si nascondono al di sotto della superficie delle onde.
Percorso Giallo: Dedicato alla storia del mare, della navigazione e della pirateria, qui potrete vivere un avventuroso viaggio tra navi, marinai, pirati e tesori nascosti!

L’Acquario di Cattolica – Parco Le Navi rappresenta dunque un universo in cui intrattenimento, emozioni e curiosità sono la perfetta formula per imparare ed apprendere qualcosa di nuovo.

Sano come un pesce!

 

Il pesce è uno dei protagonisti indiscussi delle tavole qui nella Riviera romagnola ed è conosciuto per il suo essere un alimento ricco di proprietà benefiche per la salute.
Oltre che un’eccellete fonte di proteine, il pesce è ricco di omega 3 e di acidi grassi a catena lunga i quali, favoriscono lo sviluppo neurologico e sono molto efficaci per combattere l’insorgere di patologie cardiovascolari.

Dalle ricche proprietà nutrizionali, il pesce può diventare un’ottima alternativa in cucina, da variare ai piatti di carne. Un alimento di fondamentale importanza per un corretto ed equilibrato regime dietetico in grado di influire in maniera positiva su cervello, cuore, circolazione e livelli di colesterolo. Perfetto inoltre anche per i più piccoli in quanto ricco di ferro, fosforo e calcio.

Ma non tutti i pesci sono uguali, ecco perché variarne la tipologia risulta la scelta corretta per poter beneficiare appieno delle numerose proprietà apportate da questo ricco alimento, che deve essere consumato sempre fresco!
Il più consigliato è il pesce azzurro come ad esempio lo sgombro, le sardine, le alici e le aringhe, perché oltre ad avere carni magre vive in profondità, dove la qualità dell’acqua risulta essere migliore.

Questo ricco e goloso alimento è caratteristico di molti piatti della tradizione, soprattutto in Riviera. Chi viene in vacanza  nelle nostre località balneari non può rinunciare al gusto di assaggiare una ricetta al sapore di mare.

L’aperitivo italiano!

 

Lo si pregusta in tarda mattinata, prima del pranzo o  nel tardo pomeriggio, in genere tra le 18 e le 20 e diventa quasi di rito al venerdì, una volta usciti da lavoro.  Stiamo parlando dell’aperitivo italiano, un momento di  convivialità, relax e svago, da passare con gli amici , che è entrato a far parte della nostra cultura !

Ma, vi siete mai chiesti com’è nato questo immancabile appuntamento?

Le sue origini risalgono al 700  anno  della scoperta del Vermouth, considerata “bevanda speciale”,  un infuso di erbe, spezie e vino, che  si diffuse in tutta  Europa e  che alla fine dell’800, grazie all’azienda Cinzano che ne fece pubblicità,  si trasformò nel prodotto famoso a tutti noi oggi, il Martini.

Una tradizione che si è evoluta nella città di Milano quella dell’aperitivo o ape italiano, ma che ha trovato riscontro in tutt’Italia divenendo un vero e proprio rito di unione conviviale che ha alla base  l’idea  di festeggiare il termine della giornata lavorativa in compagnia.

Questo momento di relax made in Italy, prevede dalle 18 in poi, un ricco buffet con riso, piatti ricercati o semplicemente stuzzichini a prezzo fisso con un drink a propria scelta, il finale perfetto di  giornata , che da noi in Riviera può essere goduto in riva al mare, con la vista di un suggestivo tramonto!

Non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di Berti In Oro.

Come piccole pietre preziose incastonate nella roccia,  gli antichi borghi sono disseminati nell’entroterra romagnolo e rappresentano le mete ideali per una bella gita fuori porta, in alternativa alle giornate di mare!

In qualunque modo si scelga di visitarli, questi suggestivi paesaggi sono una vera e propria delizia per lo sguardo e per il palato, vista la notevole varietà di prodotti culinari offerti, oltre che un piacere per l’anima!

Tra questi piccoli tesori nascosti c’è Bertinoro, una città medievale fatta di torri, mura e casette antiche, conosciuta come il “balcone della Romagna”, grazie alla vista panoramica di cui si può godere direttamente dalla centrale Piazza della Libertà.
Bertinoro è chiamata leggendariamente anche “città del vino”, in quanto si narra che, la figlia dell’imperatore Teodosio, Galla Placidia, di passaggio in città, assaggiò un vino in una coppa, pronunciando la frase:” non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di berti in oro”, dando così, con queste parole, il nome a questo piccolo borgo dell’entroterra romagnolo.

Ancora oggi potrete assaporare ottimi vini in questa piccola località, circondata da diverse cantine visitabili, tra cui una delle più rinomate è l’enoteca Cà de Bè, che oggi offre anche il servizio di ristorazione: un piacere per la bocca, ma anche per gli occhi considerando la vista panoramica di cui si può godere dalla terrazza esterna del ristornante.

Cappelletti che passione!

Chiamati così per la loro forma a cappello, i cappelletti romagnoli o caplèt con pasta fresca all’uovo ottenuti da una lunga preparazione fatta tradizionalmente rigorosamente a mano e avvolti dallo splendido color giallo vivo che li compone, si distinguono per la loro forma e sono un simbolo della convivialità e gioia che anima la tavola romagnola durante le festività, il brodo è l’ingrediente tipico della ricetta base e il più buono per gustare un buon piatto di cappelletti.

Pellegrino Artusi il famoso chef e autore de “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” consiglia vivamente di condirli con brodo di Cappone.

La ricetta tradizionale dei cappelletti prevede, tra gli ingredienti del ripieno,carni di pollomaialevitello o manzo , parmigianouova e noce moscata.

Il ripieno o compenso può essere inoltre di formaggio o carne come quelli con ricotta, mortadella e parmigiano, per l’abbinamento con il vino si consiglia un bianco.

Ecco a voi la ricetta!

Ingredienti:

Per il ripieno

  • Ricotta, in alternativa metà ricotta e metà cacio raviggiolo, gr. 180
  • Mezzo petto di cappone
  • Parmigiano grattato, grammi 30
  • Uova, uno intero e un rosso
  • Noce moscata, poche spezie, scorza di limone a chi piace
  • Un pizzico di sale

Per la sfoglia

  • 300 grammi di farina 00 di grano tenero
  • 3 uova
  • 3 cucchiai di olio d’oliva extravergine
  • sale

Preparazione:

Disponete la farina al centro con uovo,olio,sale  creando una forma a fontana,  poi amalgamare il tutto. Lavorate successivamente l’impasto fino ad ottenere un panetto omogeneo.  Coprite il tutto e lasciate a riposo per circa 15 minuti. Una volta trascorso il tempo necessario  tirate  a mano l’impasto con un  mattarello  o con la macchina per la pasta  in modo da ottenere una sfoglia di circa 0,6 mm.  Poi con una rotella liscia tagliate dei quadrati di pasta da 5 cm, che andrete a farcire con un cucchiaino di ripieno. Compattate il condimento cercando di posizionarlo per bene al centro e ripiegate le estremità opposte, ottenendo così un triangolo. Unite infine le due estremità tirandole verso di voi e appiattitele verso il basso, pinzando leggermente con le dita. Assicuratevi che siano ben chiusi poiché durante la cottura tenderanno ad aprirsi.  Ecco che i vostri cappelletti saranno pronti per la cottura, che secondo la tradizione è quella in brodo di cappone!

 

LO SPOSALIZIO DEL MARE

IL RITO:

Di tradizione molto antica, lo Sposalizio del mare è una delle rievocazioni storiche più sentite dalla città di Cervia e si ripropone dal lontano 1445, senza mai perdere il suo fascino.
Questo antico rito di mare prevede una sfida tra i giovani cervesi che consiste nella ricerca dell’anello gettato in mare dal Vescovo che svolge la cerimonia, simbolo di un patto di rispetto reciproco tra l’uomo e la natura, una specie di inno alla fratellanza tra i popoli che ogni giorno si trovano ad attraversare quel mare!

Dopo la famosa “Cursa di Batel”,  una regata con le caratteristiche e colorate barche storiche, la Domenica dello sposalizio il Vescovo esce in corteo dalla Cattedrale per recarsi al porto, dove si imbarca con le autorità civili del comune per andare al largo e celebrare il rito in una vera e propria processione  sull’acqua! Una volta arrivati nel punto prestabilito, il vescovo prende l’anello d’oro con la scritta incisa che recita le parole ” Cervia sposalizio del mare e l’anno corrente” e lo getta in acqua pronunciando la famosa  benedizione e dando così inizio alla sfida della pesca dell’anello. Colui che riesce a trovare questo oggetto portatore di fortuna e prosperità, ha il diritto di tenerselo come trofeo.

LA STORIA:

Questa antica manifestazione deve la sua tradizione ad un episodio dal carattere leggendario. Si narra infatti che Pietro Barbo, Vescovo di Cervia nel xv secolo, nominato papa con il nome di Paolo II, durante il giorno dell’Ascensione nel lontano 1445, tornando da un Viaggio a Venezia si imbatté in una forte tempesta che riuscì a placare, salvando così anche tutto l’equipaggio,  gettando in mare un anello d’oro. Da allora si celebra questo evento ogni 2 Giugno, proprio nel giorno dell’Ascensione.

Ecco alcune info utili per chi volesse assistere a questo caratteristico evento.

QUANDO:
da mercoledì 29 maggio a domenica 2 giugno 2019                                          LUOGO:
Centro storico di Cervia

Quando la natura si colora di rosa!

 

Se siete amanti della natura non potete farvi scappare l’occasione di fotografare il passaggio dei fenicotteri a Cervia: un colorato spettacolo naturale tutto da vivere.

Sapevate che i fenicotteri, i quali appartengono alla famiglia dei grandi uccelli acquatici, si nutrono di un crostaceo che contiene un pigmento porpora che gli conferisce, in età adulta, la vivace colorazione che li contraddistingue. Nel loro passaggio migratorio dall’Africa all’Europa i fenicotteri rosa prediligono alcune zone della Romagna  e le saline di Cervia rappresentano proprio il loro habitat naturale.

Il periodo migliore per poter immortalare con uno scatto fotografico questi affascinanti uccelli acquatici è quello che va tra Maggio e Settembre, nonostante negli ultimi anni non sia raro vederli anche in periodi freddi a ridosso della stagione invernale. Sono animali difficili da avvicinare, poiché tendono sempre a mantenere un centinaio di metri di distanza dagli esseri umani, per questo non è possibile fotografarli da vicino.

A seconda del periodo li potrete avvistare in gruppi più o meno numerosi e quelli presenti, come una vera e propria comunità, se ne staranno tutti assieme in una zona prescelta della Salina.

Per quanto riguarda la loro posizione con molta probabilità li troverete andando verso la zona di Villa Inferno.

Insomma un vero e proprio spettacolo della natura da non perdere!

Romagna, Romagna Mia

 

“Sento la nostalgia d’un passato,
ove la mamma mia ho lasciato.
Non ti potrò scordar casetta mia,
in questa notte stellata
la mia serenata io canto per te.
Romagna mia, Romagna in fiore,
tu sei la stella, tu sei l’amore.
Quando ti penso, vorrei tornare
dalla mia bella al casolare.
Romagna, Romagna mia,
lontan da te non si può star!
Romagna mia, Romagna in fiore,
tu sei la stella, tu sei l’amore.
Quando ti penso, vorrei tornare
dalla mia bella al casolare.
Romagna, Romagna mia,
lontan da te non si può star!
Quando ti penso, vorrei tornare
dalla mia bella al casolare.
Romagna, Romagna mia,
lontan da te non si può star!”

Ogni romagnolo riconoscerebbe le parole di questa famosissima canzone divenuta un vero e proprio simbolo di un genere musicale, il liscio, che con il suo ritmo allegro ha fatto e continua a far ballare e divertire generazioni di romagnoli e non solo!

Secondo Casadei, considerato lo “Strauss della Romagna, è colui che ha reso questa musica ancora più spettacolare facendole raggiungere il massimo della sua popolarità. Artefice, protagonista ed interprete più grande di questo genere musicale folcloristico, nasce a Sant’Angelo di Gatteo e nei primi anni ’30 dà inizio al filone della canzone dialettale romagnola per permettere alla sua gente di esprimere i propri sentimenti attraverso brani cantanti nella lingua della propria terra! Nel dopoguerra Secondo Casadei, nonostante il dilagare della musica americana in tutte le sale da ballo, è uno dei pochi capo orchestra a difendere fedelmente ed ostinatamente questo genere musicale ricco di tradizione popolare ecco perchè viene definito come “l’uomo che sconfisse il boogie”!