Dozza, una galleria d’arte a cielo aperto.

L’Autunno è una delle stagioni più affascinanti: i paesaggi si colorano con le sfumature più calde, l’aria è frizzante e avvolgente, ma non ancora troppo fredda, perfetta dunque per le gite fuori porta.

In Emilia Romagna tanti sono i borghi da visitare, dei veri e propri tesori da scoprire, anche quando il tempo a disposizione è di una sola giornata. Tra questi vi è Dozza, un gioiello incastonato nel nostro entroterra collinare, situato nella valle del fiume Sellustra. Questo piccolo paesino, facilmente raggiungibile passando per Bologna, ha come punto nevralgico la Rocca Sforzesca, una struttura di carattere medievale ancora in ottime condizioni, la quale è sede di una piccola pinacoteca che vale la pena visitare.

Ciò che però più caratterizza questa località sono i muri del suo centro storico, che la trasformano in una sorta di museo a cielo aperto in cui le facciate delle case diventano delle vere e proprie opere d’arte grazie ai murales e ai disegni raffigurati.
Le strette stradine di pietra riservano ad ogni passo una sorpresa a chi si appresta a passeggiare per le vie del centro. Qui l’arte si respira e si nasconde sotto le finestre, attorno ai portoni, davanti alle facciate delle botteghe e dei caratteristici localini.

Famosa è la Biennale del Muro Dipinto, una manifestazione di pittura nata negli anni sessanta che prevede la realizzazione di murales sulle facciate esterne delle case e che ha saputo raccontare la storia e le tradizioni di questo piccolo borgo.
Le opere realizzate negli anni da grandi artisti di arte contemporanea, sono oltre un centinaio e hanno reso la città una meravigliosa galleria a cielo aperto.

Dunque in questa stagione autunnale, che è un vero e proprio inno ai colori, con i suoi scricchiolanti e variopinti tappeti di foglie, Dozza è la meta ideale per una bella gita fuori porta.

Ecco cosa vedere se siete in visita in questo piccolo e pittoresco borgo di collina:

  • Via XX Settembre;
  • Palazzo Comunale;
  • Museo di Arte Sacra;
  • Rocca Sforzesca e Museo;
  • Torre Maggiore;
  • Enoteca regionale;
  • Parco Tozzoni.

Ora non vi resta che decidere quando organizzare la vostra prossima scampagnata a Dozza!

Sogliano e il formaggio di fossa

Tra i piccoli e preziosi borghi che caratterizzano l’entroterra collinare romagnolo vi è Sogliano sul Rubicone, famoso per il suo formaggio di fossa.

Di cosa si tratta?

Quello di fossa è un formaggio storico degli Appennini dell’Emilia Romagna e delle Marche e deve il suo nome ai Malatesta, che si servivano di buche scavate nella roccia per nascondere i prodotti da possibili razzie.

Fatto con latte di vacca, pecora o misto, prima dell’infossatura viene inserito in un sacchetto di tela per poi essere lasciato maturare sottoterra.

Questo tipo di stagionatura dona al formaggio un’alta intensità aromatica, rendendolo l’accompagnamento ideale sia come antipasto, affiancato a crostini caldi, miele o marmellate ma anche nelle ricette di primi e secondi.

Sogliano è la meta ideale per una gita fuori porta, quì potrete godere di una bellissima vista panoramica che guarda al mare Adriatico e ammirare inoltre la Fontana delle Farfalle di Tonino Guerra in piazza Matteotti dove “sopra un tappeto, arrivato in Romagna dal deserto africano, alcune farfalle vogliono staccarsi e prendere il volo”.

Un itinerario alternativo per chi volesse perdersi alla scoperta di uno dei tanti tesori della Romagna!

Romagna Sangiovese

Si dice che il Sangiovese della Romagna, meglio conosciuto come Sanzve’s, sia simbolo di ciò che più caratterizza i romagnoli: l’ospitalità!

Un binomio storico, che continua ad essere tramandato nel tempo attraverso storie e detti popolari. Le origini del nome Sangiovese sono divise tra chi narra che derivi da “jugum” (giogo) con riferimento al moto ondulatorio del paesaggio collinare tipico del nostro territorio, mentre altri amano raccontare la leggenda legata ad alcuni frati cappuccini di Santarcangelo di Romagna, secondo cui si narra che nell’600 ebbero ospite il Papa e che costui, deliziato dal vino a lui offerto, volle sapere il nome di quella bevanda tanto gustosa e questi ultimi,  colti impreparati  alla domanda, risposero senza pensare “sanguis di jovis” (sangue di giove).

Certo è che questo prodotto, re indiscusso dei vini rossi, con il passare degli anni è divenuto un vero e proprio simbolo della Romagna; una terra questa, dove da sempre l’ospitalità è di casa, legata ad un clima di accoglienza e di amicizia che deve le sue origini passate a piccoli gesti conviviali,  come l’offerta di un bicchiere di vino dopo un’intera giornata di lavori nelle campagne.

Questo vino dal colore rosso intenso è inoltre un ottimo accompagnamento per molti cibi della tradizione: il Sangiovese di Romagna novello si abbina bene con i salumi o i formaggi uniti alla classica piadina locale, mentre il Sangiovese di Romagna Superiore e il Riserva vengono spesso accostati a carni brasate, arrosti e cacciagione.

Chi viene in Romagna non può non assaggiarlo e come recita la canzone  ” con il bicchiere in mano brindare all’allegria”!

Saludecio e la magia dei muri dipinti

Le colline dell’entroterra romagnolo custodiscono borghi incantevoli, come Saludecio.

Un tesoro misterioso di carattere prevalentemente medievale, dai vicoletti ricchi di storia, arte e tradizione: un vero e proprio spartito d’ispirazione grazie soprattutto ai Murales che rendono uniche le vie del centro e che gli hanno conferito l’appellativo di “Città dai muri dipinti”.

Un totale di 40 opere abbellisce infatti l’abitato decorando le pareti delle case e creando così un lungo percorso suggestivo e di grande attrazione per tutti coloro che si apprestano a visitarlo!

Saludecio, collocato nella provincia riminese, rappresenta una meta ideale per chi volesse fare una gita fuori porta, per godere delle belle giornate di sole che la bella stagione regala.

Un luogo in cui perdersi per le vie del borgo immersi in una delle tante bellezze che la Romagna ha da offrire.

Un itinerario alternativo dove potrete inoltre assaporare alcuni dei prodotti enogastronomici tipici del territorio.

La ciambella romagnola

La ciambella romagnola è un dolce senza età. Apprezzata da grandi e piccini, trova le sue origini nella tradizione contadina dove veniva servita alla fine di pranzi importanti. Semplice e dai sapori rustici è l’unica ciambella senza buco dalla consistenza friabile, un po’ biscottata, un dolce casalingo buono e genuino, ideale per essere gustato da solo o “tociato” (imbevuto) nel vino rosso, meglio ancora se con un buon Sangiovese, che gli dona un sapore unico e irresistibile.

Come ci insegnano le “azdòre” di una volta, gli ingredienti segreti per ottenere un’ottima ciambella romagnola sono come sempre: mani e amore! Infatti è proprio impastando a mano, come da sempre fanno le nonne romagnole, che si realizzerà una perfetta ciambella.

Questo dolce è molto apprezzato anche dai più piccoli, che lo possono gustare come merenda nel pomeriggio o, ancora meglio, a colazione inzuppato nel latte, per iniziare la giornata con con il sorriso e con la giusta dose di energia!

Questa torta è facile da realizzare perché, essendo un dolce di tradizione popolare, è composta da ingredienti semplicissimi e non necessita di alcun tipo di attrezzo da cucina, nemmeno la tortiera!

Ecco a voi la ricetta della vera ciambella romagnola fatta in casa, quella che si tramanda di generazione in generazione grazie alle azdòre di una volta:

Ingredienti:

Zucchero 125 g
Farina 00 300 g
Uova 2
Scorza di limone 1
Burro fuso 80 g
Lievito in polvere per dolci 8 g
Sale fino 1 pizzico

Per guarnire:
Latte intero q.b.
Granella di zucchero 1 cucchiaio

Preparazione:

Per realizzare la ciambella romagnola, per prima cosa sciogliete il burro a bagnomaria e lasciatelo raffreddare; una volta freddo unitelo alle uova e sbattete leggermente con la frusta per amalgamare. In un’altra ciotola versate la farina setacciata, lo zucchero, il sale, il lievito setacciato e aromatizzate con la scorza di limone. A questo punto versate la miscela di uova e burro fuso nella ciotola con le polveri e mescolate con una spatola per raccogliere gli ingredienti. Poi trasferite il composto sul piano da lavoro e proseguite impastando a mano. Una volta ottenuto un panetto omogeneo e compatto, dategli la forma di un filoncino, adagiatelo su pezzo di carta da forno e schiacciatelo leggermente con i palmi per appiattirlo, quindi spennellate la superficie con il latte. Guarnite con la granella di zucchero e mettete a cuocere in forno ventilato a 170° per 40 minuti.
Una volta sfornata e lasciata raffreddare è pronta per essere servita!

Questo dolce può essere conservato per circa 2 settimane, se risposto in una scatola di latta.

Ora tocca a voi, provate il gusto della vera ciambella romagnola! Il dolce del buon umore!

Non di solo mare vive la Romagna

Se pensando alla Romagna vengono in mente le vacanze al mare sotto gli ombrelloni, le spiagge ed i lidi della costa adriatica, è nell’entroterra che si scoprono i paesaggi alternativi a quelli del più comune immaginario vacanziero, dei veri e propri tesori nascosti che questo territorio ha da offrire. Le splendide  e verdi colline custodiscono piccoli borghi ricchi di storia, arte e tradizioni.

Muovendosi dalla costa verso le zone più interne è possibile scorgere, quasi come fossero disegnati sullo sfondo del cielo con le loro forme di mura, torri e castelli, i piccoli borghi caratteristici dell’entroterra romagnolo. La provincia riminese tra i diversi borghi medievali che ospita annovera anche San Leo che, a soli 35 chilometri da Rimini, rappresenta la meta ideale per una gita fuori porta durante una vacanza al mare.

Si tratta di uno dei borghi più caratteristici della Romagna che colpisce fin da subito per la sua collocazione. In uno scenario quasi fiabesco, il castello di San Leo si erge infatti su un imponente masso roccioso con pareti a strapiombo nella valle circostante offrendo dalla cima una suggestiva vista panoramica di tutto il paesaggio circostante, dai monti fino al mare.

Questo incantevole borgo ha visto in passato il passaggio di personaggi illustri come Dante Alighieri e S. Francesco D’Assisi.

La fortezza, raggiungibile a piedi o in navetta, è stata fin dai tempi più antichi oggetto di contesa. Conquistata inizialmente dai Montefeltro passò successivamente in mano allo Stato Pontificio che la trasformò in una carcere
Oggi all’interno del castello è possibile visitare la mostra permanente di armi, armature e oggetti del periodo medievale.

Insomma chi viene in Romagna ha certamente la possibilità di scoprire tesori nascosti come San Leo, un itinerario alternativo tra natura, castelli e antiche leggende, senza dimenticare l’enogastronomia, uno dei tratti distintivi del territorio.

Il mare e i suoi benefici

 

Chi ci vive e lo ama sa bene quanto questa meravigliosa distesa azzurra, chiamata “mare”, possa essere un’importante fonte di benessere per mente e corpo.
Rilassarsi sulla spiaggia, nuotare, fare una bella corsa o semplicemente passeggiare sulla battigia ascoltando il delicato suono delle onde sono solo alcuni degli innumerevoli benefici offerti dalla natura.

Il clima marittimo risulta essere un ottimo rimedio naturale per la cura di diverse patologie tra cui: disturbi articolari e respiratori, malattie della pelle (allergie e psoriasi), anemie, oltre ad essere un ottimo alleato del buon umore contro stanchezza e stress.

Vicino alla riva, l’aria è particolarmente ricca di sali minerali per via delle onde che si infrangono sulla sabbia o sulla roccia, per gli spruzzi d’acqua sollevati dal vento. La brezza marina rappresenta una formula preziosa che agisce migliorando le funzioni respiratorie fungendo da antistress. Inoltre, la concentrazione dei minerali aiuta a combattere la ritenzione idrica in modo tale che le gambe siano più leggere e che migliori la circolazione.

Il binomio sole e mare, rappresenta infine una vincente accoppiata per combattere problemi alla pelle come l’acne, poiché l’acqua marina, ricca di sali, elimina le impurità ed agisce come un disinfettante, calmando il prurito e aiutando la cute a rigenerarsi.  Mentre il sole aiuta ad asciugare le pelli grasse, rendendole più compatte e lisce.

A questo punto, tutti sulla spiaggia, a sperimentare direttamente i tanti benefici del mare!

Il magico Sentiero Degli Gnomi a Bagno di Romagna

La vacanza a Cervia non è solo di mare, l’entroterra romagnolo è infatti ricco di itinerari che permettono di stare a stretto contatto con la natura.

Sapete che esiste un sentiero dedicato ai piccoli amici del bosco?

Chiamato Natura e Fantasia, lungo circa 2 km, questo magico itinerario naturale si trova nel bosco dell’Arminia a Bagno di Romagna Terme ed è percorribile ogni anno da Marzo ad Ottobre.

Superato un piccolo ponticello in pietra, il sentiero ben presto diventa un percorso ad anello dove i bambini possono divertirsi a trovare, nascosti tra il fogliame, le case dei piccoli gnomi e degli animali del bosco. Ad accompagnare questo magico cammino si trovano lungo la via cartelli con filastrocche, storielle e curiosità interessanti, per grandi e piccini, sulla flora e la fauna locale. Una volta giunti in cima al sentiero, il bosco lascia spazio ad un vero e proprio villaggio, dove dalle finestre e dai lucernai è possibile sbirciare all’interno delle casette interamente fatte di legno.

Si tratta di un’esperienza divertente e avventurosa per tutta la famiglia. Il percorso, totalmente immerso nel verde, in un paesaggio incantato fatto di splendidi scorci e tappeti di foglie colorate, è ben segnalato e agibile anche per i più piccoli poiché provvisto di corrimano in legno nei punti più difficoltosi.

Se capitate a Bagno di Romagna, nota località termale sull’appennino Tosco-Romagnolo (in provincia di FC), non potete perdervi l’occcasione di essere catapultati in un posto da fiaba, che incanta grandi e piccini!

Tutte le info relative al Sentiero degli Gnomi si possono trovare sul sito ufficiale.

A carnevale ogni dolce vale!

Coriandoli e maschere colorate, ognuno, grandi e piccini, in questo periodo dell’anno può dare libero sfogo alla propria creatività, travestendosi ed interpretando i personaggi più disparati! Carnevale è anche ricco non solo di maschere e costumi di ogni genere, ma anche e soprattutto di una lunga tradizione culinaria fatta di dolci, di cui ogni regione ha le sue tipicità!

Il nome di questa festività deriva da “carnem levare”, in quanto il carnevale si colloca nel periodo dell’anno che precede la Quaresima, da sempre vissuto come un periodo di trasgressione prima dei digiuni quaresimali. Per questo motivo, l’ultimo giorno dei “bagordi”, il famoso martedì grasso è dedicato alla preparazione di dolci di ogni genere, soprattutto fritti.

Venendo alla nostra terra, la Romagna, è possibile ritrovare i coriandoli e le stelle filanti anche in tavola, trasformati in piatti della cucina tradizionale, volti a celebrare ed ad ispirare il sacro lavoro delle “àzdore”.

Il ricettario di Carnevale non può che essere ricco di diverse specialità ed in particolare di dolci tra cui i raviolini ripieni, le castagnole, i fiocchetti e le immancabili tagliatelle fritte di Carnevale. No, non avete capito male. I romagnoli hanno deciso di rielaborare un piatto tipico, dando vita ad una proposta inusuale. Queste ultime sono quelle più legate al nostro passato, frutto della semplicità delle tradizioni contadine; altro non sono che normali tagliatelle che si rendono dolci e golose cospargendo la sfoglia appena tirata con zucchero e succo di limone o di arancia. Quest’ultima si taglia in tagliatelle che, una volta arrotolate, vengono fritte.

La ricetta

Ingredienti:

  • 200 grammi di farina tipo 0;
  • 2 uova di medie dimensioni;
  • 4 cucchiai di zucchero semolato;
  • 1 arancia con la buccia edibile (non trattata);
  • olio per friggere (di arachide);
  • 2 cucchiai di zucchero a velo (facoltativo)

Preparazione:

Impastare la farina con le uova, tirare quindi una sfoglia di medio spessore, poi cospargerla con lo zucchero semolato, il succo dell’arancia e la sua buccia grattugiata. Arrotolare la pasta come per fare le tagliatelle e tagliarle della larghezza di circa 1 cm. Lasciarle arrotolate e friggerle in abbondante olio. Ora scolarle su una carta assorbente, disporle su un vassoio da portata, cospargerle di zucchero a velo e servirle fredde.

Quattro destinazioni in Romagna, da non perdere!

 

 

Oggi i Piccoli Hotel del Mare vi vogliono parlare di una terra magica e dei suoi tesori: la splendida Romagna, culla dei nostri Piccoli Hotel.

In Romagna è facile sentirsi come a casa, poiché ci sono tutti i presupposti per vivere un’esperienza davvero meravigliosa! Una terra ricca di incantevoli paesaggi, che offrono panorami mozzafiato, in cui lo sguardo si perde e il cuore si commuove: dall’azzurro del mare della Riviera Romagnola, al verde delle colline dell’entroterra, ogni cosa sembra essere uscita dalle mani di un abile pittore, in uno splendido quadro di inestimabile valore.

Oggi vi indichiamo quattro tappe che secondo noi sono da non perdere se si trascorre la propria Vacanza in Riviera: è possibile infatti alternare alle splendide giornate di sole e di mare a Cervia, anche giornate in cui ci si avventura alla scoperta dei borghi dell’entroterra!

Tappa numero 1:

SALINE DI CERVIA

Se venite in vacanza qui da noi a Cervia, Tagliata di Cervia, Pinarella o Milano Marittima, il primo consiglio che vi diamo è quello, ovviamente, di visitare le saline. A breve distanza dai nostri Piccoli Hotel del Mare, le Saline di Cervia sono una riserva naturale di rara bellezza che si estende per 827 ettari, in un parco naturale che è la culla di molte specie di uccelli e di piante naturali.

Qui viene raccolto il Sale Dolce di Cervia, famoso per le sue proprietà nutritive e per il tipico colore rosa.

E’ possibile fare una visita guidata alle saline a partire dal 16 Marzo 2019, noi vi consigliamo la gita al tramonto, poiché durante questo momento della giornata i giochi di luce rendono davvero emozionante la visita!

Tappa numero 2:

RAVENNA

Meravigliosa località a pochi chilometri dai Piccoli Hotel del Mare, Ravenna è un tesoro architettonico e artistico di inestimabile valore. Ben otto dei suoi monumenti sono considerati patrimonio artistico dell’UNESCO, fra questi ricordiamo: Basilica di San Vitale, Mausoleo di Galla Placidia, Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Battistero Neoniano. A Ravenna ogni cosa è in grado di stupire, anche una semplice passeggiata in centro suscita stupore e meraviglia, poiché ricco di stupendi scorci e negozi, per non parlare di ristorantini e osterie in cui fermarsi ad assaggiare gustosissimi piatti tipici!

Tappa numero 3:

SAN MARINO

San Marino è un piccolo Stato autonomo che si trova fra l’Emilia-Romagna e le Marche, poco distante da Rimini. Considerato il terzo stato più piccolo in Europa, è in grado di donare a chi la visita per la prima volta la sensazione di essere un po’ in Italia e un po’ all’estero. In un tripudio di deliziosi sentieri che si inerpicano in cima al Monte Titano, sorgono le famose Tre Torri di San Marino, da cui è possibile scorgere magnifici panorami, la cui vista si spinge fino al mare quando il cielo è sereno.

Tappa numero 4:

LONGIANO

Un piccolo ed incantevole borgo, incastonato fra Cesena e Rimini, nella Valle del Rubicone è uno dei luoghi che nel 2005 venne premiato dal Touring Club Italiano con la Bandiera Arancione, a testimonianza dell’eccellente accoglienza e dell’ottima qualità ricettiva.  Longiano ha un centro storico in perfette condizioni, il cui fulcro è la Rocca Malatestiana, la cui bellezza architettonica è in grado di lasciare a bocca aperta. Oggi numerosi turisti e gruppi scolastici la utilizzano come punto di incontro per le gite fuori porta. In questo paesino incantato, ci sono altri due poli di attrazione culturale che sono il Museo della Ghisa e il Museo d’Arte Sacra. Non vi abbiamo ancora convinto? Venite a provare anche l’ottima cucina: Longiano è conosciuta per la gastronomia tipica come funghi porcini, tartufo, pasta fatta in casa e prodotti come la squisita Mora Romagnola.