Quando la natura si colora di rosa!

 

Se siete amanti della natura non potete farvi scappare l’occasione di fotografare il passaggio dei fenicotteri a Cervia: un colorato spettacolo naturale tutto da vivere.

Sapevate che i fenicotteri, i quali appartengono alla famiglia dei grandi uccelli acquatici, si nutrono di un crostaceo che contiene un pigmento porpora che gli conferisce, in età adulta, la vivace colorazione che li contraddistingue. Nel loro passaggio migratorio dall’Africa all’Europa i fenicotteri rosa prediligono alcune zone della Romagna  e le saline di Cervia rappresentano proprio il loro habitat naturale.

Il periodo migliore per poter immortalare con uno scatto fotografico questi affascinanti uccelli acquatici è quello che va tra Maggio e Settembre, nonostante negli ultimi anni non sia raro vederli anche in periodi freddi a ridosso della stagione invernale. Sono animali difficili da avvicinare, poiché tendono sempre a mantenere un centinaio di metri di distanza dagli esseri umani, per questo non è possibile fotografarli da vicino.

A seconda del periodo li potrete avvistare in gruppi più o meno numerosi e quelli presenti, come una vera e propria comunità, se ne staranno tutti assieme in una zona prescelta della Salina.

Per quanto riguarda la loro posizione con molta probabilità li troverete andando verso la zona di Villa Inferno.

Insomma un vero e proprio spettacolo della natura da non perdere!

Romagna, Romagna Mia

 

“Sento la nostalgia d’un passato,
ove la mamma mia ho lasciato.
Non ti potrò scordar casetta mia,
in questa notte stellata
la mia serenata io canto per te.
Romagna mia, Romagna in fiore,
tu sei la stella, tu sei l’amore.
Quando ti penso, vorrei tornare
dalla mia bella al casolare.
Romagna, Romagna mia,
lontan da te non si può star!
Romagna mia, Romagna in fiore,
tu sei la stella, tu sei l’amore.
Quando ti penso, vorrei tornare
dalla mia bella al casolare.
Romagna, Romagna mia,
lontan da te non si può star!
Quando ti penso, vorrei tornare
dalla mia bella al casolare.
Romagna, Romagna mia,
lontan da te non si può star!”

Ogni romagnolo riconoscerebbe le parole di questa famosissima canzone divenuta un vero e proprio simbolo di un genere musicale, il liscio, che con il suo ritmo allegro ha fatto e continua a far ballare e divertire generazioni di romagnoli e non solo!

Secondo Casadei, considerato lo “Strauss della Romagna, è colui che ha reso questa musica ancora più spettacolare facendole raggiungere il massimo della sua popolarità. Artefice, protagonista ed interprete più grande di questo genere musicale folcloristico, nasce a Sant’Angelo di Gatteo e nei primi anni ’30 dà inizio al filone della canzone dialettale romagnola per permettere alla sua gente di esprimere i propri sentimenti attraverso brani cantanti nella lingua della propria terra! Nel dopoguerra Secondo Casadei, nonostante il dilagare della musica americana in tutte le sale da ballo, è uno dei pochi capo orchestra a difendere fedelmente ed ostinatamente questo genere musicale ricco di tradizione popolare ecco perchè viene definito come “l’uomo che sconfisse il boogie”!

 

Sogliano e il formaggio di fossa

Tra i piccoli e preziosi borghi che caratterizzano l’entroterra collinare romagnolo vi è Sogliano sul Rubicone, famoso per il suo formaggio di fossa.

Di cosa si tratta?

Quello di fossa è un formaggio storico degli Appennini dell’Emilia Romagna e delle Marche e deve il suo nome ai Malatesta, che si servivano di buche scavate nella roccia per nascondere i prodotti da possibili razzie.

Fatto con latte di vacca, pecora o misto, prima dell’infossatura viene inserito in un sacchetto di tela per poi essere lasciato maturare sottoterra.

Questo tipo di stagionatura dona al formaggio un’alta intensità aromatica, rendendolo l’accompagnamento ideale sia come antipasto, affiancato a crostini caldi, miele o marmellate ma anche nelle ricette di primi e secondi.

Sogliano è la meta ideale per una gita fuori porta, quì potrete godere di una bellissima vista panoramica che guarda al mare Adriatico e ammirare inoltre la Fontana delle Farfalle di Tonino Guerra in piazza Matteotti dove “sopra un tappeto, arrivato in Romagna dal deserto africano, alcune farfalle vogliono staccarsi e prendere il volo”.

Un itinerario alternativo per chi volesse perdersi alla scoperta di uno dei tanti tesori della Romagna!

Romagna Sangiovese

Si dice che il Sangiovese della Romagna, meglio conosciuto come Sanzve’s, sia simbolo di ciò che più caratterizza i romagnoli: l’ospitalità!

Un binomio storico, che continua ad essere tramandato nel tempo attraverso storie e detti popolari. Le origini del nome Sangiovese sono divise tra chi narra che derivi da “jugum” (giogo) con riferimento al moto ondulatorio del paesaggio collinare tipico del nostro territorio, mentre altri amano raccontare la leggenda legata ad alcuni frati cappuccini di Santarcangelo di Romagna, secondo cui si narra che nell’600 ebbero ospite il Papa e che costui, deliziato dal vino a lui offerto, volle sapere il nome di quella bevanda tanto gustosa e questi ultimi,  colti impreparati  alla domanda, risposero senza pensare “sanguis di jovis” (sangue di giove).

Certo è che questo prodotto, re indiscusso dei vini rossi, con il passare degli anni è divenuto un vero e proprio simbolo della Romagna; una terra questa, dove da sempre l’ospitalità è di casa, legata ad un clima di accoglienza e di amicizia che deve le sue origini passate a piccoli gesti conviviali,  come l’offerta di un bicchiere di vino dopo un’intera giornata di lavori nelle campagne.

Questo vino dal colore rosso intenso è inoltre un ottimo accompagnamento per molti cibi della tradizione: il Sangiovese di Romagna novello si abbina bene con i salumi o i formaggi uniti alla classica piadina locale, mentre il Sangiovese di Romagna Superiore e il Riserva vengono spesso accostati a carni brasate, arrosti e cacciagione.

Chi viene in Romagna non può non assaggiarlo e come recita la canzone  ” con il bicchiere in mano brindare all’allegria”!

Saludecio e la magia dei muri dipinti

Le colline dell’entroterra romagnolo custodiscono borghi incantevoli, come Saludecio.

Un tesoro misterioso di carattere prevalentemente medievale, dai vicoletti ricchi di storia, arte e tradizione: un vero e proprio spartito d’ispirazione grazie soprattutto ai Murales che rendono uniche le vie del centro e che gli hanno conferito l’appellativo di “Città dai muri dipinti”.

Un totale di 40 opere abbellisce infatti l’abitato decorando le pareti delle case e creando così un lungo percorso suggestivo e di grande attrazione per tutti coloro che si apprestano a visitarlo!

Saludecio, collocato nella provincia riminese, rappresenta una meta ideale per chi volesse fare una gita fuori porta, per godere delle belle giornate di sole che la bella stagione regala.

Un luogo in cui perdersi per le vie del borgo immersi in una delle tante bellezze che la Romagna ha da offrire.

Un itinerario alternativo dove potrete inoltre assaporare alcuni dei prodotti enogastronomici tipici del territorio.

La ciambella romagnola

La ciambella romagnola è un dolce senza età. Apprezzata da grandi e piccini, trova le sue origini nella tradizione contadina dove veniva servita alla fine di pranzi importanti. Semplice e dai sapori rustici è l’unica ciambella senza buco dalla consistenza friabile, un po’ biscottata, un dolce casalingo buono e genuino, ideale per essere gustato da solo o “tociato” (imbevuto) nel vino rosso, meglio ancora se con un buon Sangiovese, che gli dona un sapore unico e irresistibile.

Come ci insegnano le “azdòre” di una volta, gli ingredienti segreti per ottenere un’ottima ciambella romagnola sono come sempre: mani e amore! Infatti è proprio impastando a mano, come da sempre fanno le nonne romagnole, che si realizzerà una perfetta ciambella.

Questo dolce è molto apprezzato anche dai più piccoli, che lo possono gustare come merenda nel pomeriggio o, ancora meglio, a colazione inzuppato nel latte, per iniziare la giornata con con il sorriso e con la giusta dose di energia!

Questa torta è facile da realizzare perché, essendo un dolce di tradizione popolare, è composta da ingredienti semplicissimi e non necessita di alcun tipo di attrezzo da cucina, nemmeno la tortiera!

Ecco a voi la ricetta della vera ciambella romagnola fatta in casa, quella che si tramanda di generazione in generazione grazie alle azdòre di una volta:

Ingredienti:

Zucchero 125 g
Farina 00 300 g
Uova 2
Scorza di limone 1
Burro fuso 80 g
Lievito in polvere per dolci 8 g
Sale fino 1 pizzico

Per guarnire:
Latte intero q.b.
Granella di zucchero 1 cucchiaio

Preparazione:

Per realizzare la ciambella romagnola, per prima cosa sciogliete il burro a bagnomaria e lasciatelo raffreddare; una volta freddo unitelo alle uova e sbattete leggermente con la frusta per amalgamare. In un’altra ciotola versate la farina setacciata, lo zucchero, il sale, il lievito setacciato e aromatizzate con la scorza di limone. A questo punto versate la miscela di uova e burro fuso nella ciotola con le polveri e mescolate con una spatola per raccogliere gli ingredienti. Poi trasferite il composto sul piano da lavoro e proseguite impastando a mano. Una volta ottenuto un panetto omogeneo e compatto, dategli la forma di un filoncino, adagiatelo su pezzo di carta da forno e schiacciatelo leggermente con i palmi per appiattirlo, quindi spennellate la superficie con il latte. Guarnite con la granella di zucchero e mettete a cuocere in forno ventilato a 170° per 40 minuti.
Una volta sfornata e lasciata raffreddare è pronta per essere servita!

Questo dolce può essere conservato per circa 2 settimane, se risposto in una scatola di latta.

Ora tocca a voi, provate il gusto della vera ciambella romagnola! Il dolce del buon umore!

Non di solo mare vive la Romagna

Se pensando alla Romagna vengono in mente le vacanze al mare sotto gli ombrelloni, le spiagge ed i lidi della costa adriatica, è nell’entroterra che si scoprono i paesaggi alternativi a quelli del più comune immaginario vacanziero, dei veri e propri tesori nascosti che questo territorio ha da offrire. Le splendide  e verdi colline custodiscono piccoli borghi ricchi di storia, arte e tradizioni.

Muovendosi dalla costa verso le zone più interne è possibile scorgere, quasi come fossero disegnati sullo sfondo del cielo con le loro forme di mura, torri e castelli, i piccoli borghi caratteristici dell’entroterra romagnolo. La provincia riminese tra i diversi borghi medievali che ospita annovera anche San Leo che, a soli 35 chilometri da Rimini, rappresenta la meta ideale per una gita fuori porta durante una vacanza al mare.

Si tratta di uno dei borghi più caratteristici della Romagna che colpisce fin da subito per la sua collocazione. In uno scenario quasi fiabesco, il castello di San Leo si erge infatti su un imponente masso roccioso con pareti a strapiombo nella valle circostante offrendo dalla cima una suggestiva vista panoramica di tutto il paesaggio circostante, dai monti fino al mare.

Questo incantevole borgo ha visto in passato il passaggio di personaggi illustri come Dante Alighieri e S. Francesco D’Assisi.

La fortezza, raggiungibile a piedi o in navetta, è stata fin dai tempi più antichi oggetto di contesa. Conquistata inizialmente dai Montefeltro passò successivamente in mano allo Stato Pontificio che la trasformò in una carcere
Oggi all’interno del castello è possibile visitare la mostra permanente di armi, armature e oggetti del periodo medievale.

Insomma chi viene in Romagna ha certamente la possibilità di scoprire tesori nascosti come San Leo, un itinerario alternativo tra natura, castelli e antiche leggende, senza dimenticare l’enogastronomia, uno dei tratti distintivi del territorio.

Il mare e i suoi benefici

 

Chi ci vive e lo ama sa bene quanto questa meravigliosa distesa azzurra, chiamata “mare”, possa essere un’importante fonte di benessere per mente e corpo.
Rilassarsi sulla spiaggia, nuotare, fare una bella corsa o semplicemente passeggiare sulla battigia ascoltando il delicato suono delle onde sono solo alcuni degli innumerevoli benefici offerti dalla natura.

Il clima marittimo risulta essere un ottimo rimedio naturale per la cura di diverse patologie tra cui: disturbi articolari e respiratori, malattie della pelle (allergie e psoriasi), anemie, oltre ad essere un ottimo alleato del buon umore contro stanchezza e stress.

Vicino alla riva, l’aria è particolarmente ricca di sali minerali per via delle onde che si infrangono sulla sabbia o sulla roccia, per gli spruzzi d’acqua sollevati dal vento. La brezza marina rappresenta una formula preziosa che agisce migliorando le funzioni respiratorie fungendo da antistress. Inoltre, la concentrazione dei minerali aiuta a combattere la ritenzione idrica in modo tale che le gambe siano più leggere e che migliori la circolazione.

Il binomio sole e mare, rappresenta infine una vincente accoppiata per combattere problemi alla pelle come l’acne, poiché l’acqua marina, ricca di sali, elimina le impurità ed agisce come un disinfettante, calmando il prurito e aiutando la cute a rigenerarsi.  Mentre il sole aiuta ad asciugare le pelli grasse, rendendole più compatte e lisce.

A questo punto, tutti sulla spiaggia, a sperimentare direttamente i tanti benefici del mare!

Il magico Sentiero Degli Gnomi a Bagno di Romagna

La vacanza a Cervia non è solo di mare, l’entroterra romagnolo è infatti ricco di itinerari che permettono di stare a stretto contatto con la natura.

Sapete che esiste un sentiero dedicato ai piccoli amici del bosco?

Chiamato Natura e Fantasia, lungo circa 2 km, questo magico itinerario naturale si trova nel bosco dell’Arminia a Bagno di Romagna Terme ed è percorribile ogni anno da Marzo ad Ottobre.

Superato un piccolo ponticello in pietra, il sentiero ben presto diventa un percorso ad anello dove i bambini possono divertirsi a trovare, nascosti tra il fogliame, le case dei piccoli gnomi e degli animali del bosco. Ad accompagnare questo magico cammino si trovano lungo la via cartelli con filastrocche, storielle e curiosità interessanti, per grandi e piccini, sulla flora e la fauna locale. Una volta giunti in cima al sentiero, il bosco lascia spazio ad un vero e proprio villaggio, dove dalle finestre e dai lucernai è possibile sbirciare all’interno delle casette interamente fatte di legno.

Si tratta di un’esperienza divertente e avventurosa per tutta la famiglia. Il percorso, totalmente immerso nel verde, in un paesaggio incantato fatto di splendidi scorci e tappeti di foglie colorate, è ben segnalato e agibile anche per i più piccoli poiché provvisto di corrimano in legno nei punti più difficoltosi.

Se capitate a Bagno di Romagna, nota località termale sull’appennino Tosco-Romagnolo (in provincia di FC), non potete perdervi l’occcasione di essere catapultati in un posto da fiaba, che incanta grandi e piccini!

Tutte le info relative al Sentiero degli Gnomi si possono trovare sul sito ufficiale.

A carnevale ogni dolce vale!

Coriandoli e maschere colorate, ognuno, grandi e piccini, in questo periodo dell’anno può dare libero sfogo alla propria creatività, travestendosi ed interpretando i personaggi più disparati! Carnevale è anche ricco non solo di maschere e costumi di ogni genere, ma anche e soprattutto di una lunga tradizione culinaria fatta di dolci, di cui ogni regione ha le sue tipicità!

Il nome di questa festività deriva da “carnem levare”, in quanto il carnevale si colloca nel periodo dell’anno che precede la Quaresima, da sempre vissuto come un periodo di trasgressione prima dei digiuni quaresimali. Per questo motivo, l’ultimo giorno dei “bagordi”, il famoso martedì grasso è dedicato alla preparazione di dolci di ogni genere, soprattutto fritti.

Venendo alla nostra terra, la Romagna, è possibile ritrovare i coriandoli e le stelle filanti anche in tavola, trasformati in piatti della cucina tradizionale, volti a celebrare ed ad ispirare il sacro lavoro delle “àzdore”.

Il ricettario di Carnevale non può che essere ricco di diverse specialità ed in particolare di dolci tra cui i raviolini ripieni, le castagnole, i fiocchetti e le immancabili tagliatelle fritte di Carnevale. No, non avete capito male. I romagnoli hanno deciso di rielaborare un piatto tipico, dando vita ad una proposta inusuale. Queste ultime sono quelle più legate al nostro passato, frutto della semplicità delle tradizioni contadine; altro non sono che normali tagliatelle che si rendono dolci e golose cospargendo la sfoglia appena tirata con zucchero e succo di limone o di arancia. Quest’ultima si taglia in tagliatelle che, una volta arrotolate, vengono fritte.

La ricetta

Ingredienti:

  • 200 grammi di farina tipo 0;
  • 2 uova di medie dimensioni;
  • 4 cucchiai di zucchero semolato;
  • 1 arancia con la buccia edibile (non trattata);
  • olio per friggere (di arachide);
  • 2 cucchiai di zucchero a velo (facoltativo)

Preparazione:

Impastare la farina con le uova, tirare quindi una sfoglia di medio spessore, poi cospargerla con lo zucchero semolato, il succo dell’arancia e la sua buccia grattugiata. Arrotolare la pasta come per fare le tagliatelle e tagliarle della larghezza di circa 1 cm. Lasciarle arrotolate e friggerle in abbondante olio. Ora scolarle su una carta assorbente, disporle su un vassoio da portata, cospargerle di zucchero a velo e servirle fredde.