Un viaggio nel gusto che profuma di mare: i sardoncini scottadito.

In questi giorni in cui ci viene chiesto di restare a casa, nulla ci impedisce di viaggiare con il gusto. Noi oggi abbiamo deciso di portarvi un po’ di mare con un piatto tipico delle nostre zone: i sardoncini scottadito. Una piatto facile, economico e molto gustoso, che ha come ingrediente principale il nostro pesce dell’Adriatico e che un tempo si poteva anche trovare al porto dove veniva preparato e cotto direttamente dai pescatori sulla graticola con la carbonella. Si trattava di alici oppure sarde impanate e grigliate. La cottura del piatto che oggi vi proponiamo , può essere fatta anche usando il forno, che vi farà ottenere ugualmente una deliziosa crosta dorata e croccante. I sardoncini scottadito sono arricchiti con una panatura che ne esalta il sapore, fatta con pangrattato, prezzemolo, aglio, sale, pepe e olio evo.

Ecco qui gli ingredienti per preparare questo semplice e gustoso piatto (dose x 4 persone):

– 1 kg di sarde oppure alici
– olio evo q.b.
– sale pepe
– prezzemolo
– uno spicchio di aglio
– stecchini di legno lunghi

Preparazione:
Pulite le sarde o le alici eliminando la testa e anche l’intestino. Lavatele sotto l’acqua corrente e tamponatele con la carta cucina per eliminare l’acqua in eccesso. In una ciotola a parte, preparate la panatura con l’aglio e il prezzemolo tritati finemente e una buona quantità di pangrattato, aggiungete qualche cucchiaio di olio evo e regolate con un pizzico di sale e pepe. Mescolate bene fino ad ottenere un composto umido. (Aggiungete altro olio se necessario). Versate il tutto su un foglio di carta da forno. Infilate poi le alici o sarde negli stecchini e passatele nella panatura aiutandovi con le mani per impastarle meglio. Se disponete di una griglia, sistemate gli stecchini, condite con un filo di olio evo e arrostite per circa 15 minuti avendo cura di girarli spesso.
Per la cottura in forno invece,adagiate gli stecchini con il pesce su di una teglia rivestita con carta forno, conditeli con olio e cuoceteli in forno pre-riscaldato a 180/200°C sino a doratura da ambo i lati. Servire caldissimi e croccanti.

Per concludere il piatto, una fresca e colorata insalatina, a base di rucola e cipolla di tropea e della piadina calda sono ottime per accompagnare il tutto.

Buon appetito!

10 cose da fare a spasso per Cervia e dintorni.

La nostra amata Cervia, una pietra preziosa incastonata nella Riviera Romagnola, rappresenta il connubio perfetto per chi ama la vacanza in spiaggia e non vuole rinunciare ad immergersi nella natura più verde. Qui il relax di una giornata di mare non esclude quello di una rigenerante passeggiata nella rigogliosa pineta.

Chi si trova da queste parti, sia solamente per una gita fuori porta durante il weekend o per una settimana di vacanza, si renderà conto che è possibile visitarla quasi interamente a piedi.

Per avere una piccola anticipazione di quello che offre questa pittoresca località di mare, abbiamo pensato di condividere con voi una lista delle  10 cose da fare se vi trovate a spasso per Cervia e dintorni.

1) Vedere l’alba al mare. 

Iniziare la giornata svegliandosi presto al mattino per andare a vedere l’alba al mare: un’emozionante spettacolo da non perdere.

2) Piazza Garibaldi.

Dopo aver osservato le meravigliose sfumature di un sole appena sveglio potrete cominciare il vostro tour, partendo dalla piazza centrale della città, Piazza Garibaldi, che si trova nel suo centro storico. Quest’ultima oltre ad essere circondata dai caratteristici monumenti storici di Cervia, come la Cattedrale con il suo campanile, l’imponente Palazzo del Municipio e la piccola fontana ottocentesca, nelle sere d’estate si anima e prende vita con spettacoli di strada e proiezioni sulla facciata del municipio.

Dove: Centro Storico, Corso Giuseppe Mazzini, Cervia

3) Torre San Michele: un fortino affacciato sul canale
Proseguendo la vostra passeggiata, a pochi passi da Piazza Garibaldi, dirigendovi lungo il canale,incontrerete Torre San Michele, anticamente edificata con lo scopo di difendere il porto ed il prezioso magazzino del sale da eventuali attacchi esterni ed in seguito utilizzata come faro, vista la sua vicinanza con il mare.

Dove:  Viale Nazario Sauro, Cervia

4) Il famoso oro bianco di Cervia ed il Museo del Sale.
Accanto alla torre troverete il museo dedicato alla produzione del sale, un tempo antico magazzino del famoso oro bianco della città, che oggi raccoglie una ricca collezione di reperti, documenti e foto storiche che testimoniano la memoria del passato.

Dove: Viale Nazario Sauro 24, Cervia

5 )La Salina di Cervia: un panorama di rara bellezza.
La Salina di Cervia, ancora in uso, è una riserva naturale di grande interesse naturalistico e paesaggistico, in cui potrete assistere, tramite visita guidata, alle varie fasi dell’attività di raccolta del sale. Un luogo, che soprattutto all’ora del tramonto diventa ancora più magico con la presenza dei meravigliosi fenicotteri rosa che hanno come sfondo panorami mozzafiato.

Dove: Via Bova 61, Cervia

6) Un aperitivo al profumo di mare all’ora del tramonto in uno dei tanti localini che punteggiano il canale di Cervia.

7) Shopping a Milano Marittima .
Il quartiere dello shopping per eccellenza è Milano Marittima. Pur essendo due zone distinte, Cervia e Milano Marittima sono molto vicine; è possibile infatti raggiungere Milano Marittima in 10 minuti attraversando il ponte di Via Bonaldo, accanto alla Torre San Michele, iniziando così la passeggiata per negozi.

Dove:  Viale Matteotti e Viale Gramsci, Milano Marittima

8) Le spiagge di Cervia sono perfette per un  po’ di sano e meritato relax sotto il sole e anche per giocare a fare i castelli di sabbia e a raccogliere conchiglie.

9 )Gusta la cucina tradizionale romagnola di cui ogni angolo della città profuma.

10 )Infine, per gli amanti della vita notturna la vicina Milano Marittima, dopo il tramonto, grazie all’ampia varietà di bar e discoteche, è perfetta per concludere la giornata in allegria.

Insomma , che voi vi troviate nella nostra amata Cervia solamente per un weekend o per una settimana di vacanza, non ne resterete di certo delusi.

Il sorprendente entroterra romagnolo: le Grotte di Onferno

Nessun luogo come una grotta, è capace di custodire e nascondere i segreti di infinita bellezza che la natura ci offre. La vacanza in Riviera non è solamente di mare e diverse sono le sorprese che l’entroterra romagnolo ci riserva. Tra i luoghi di interesse naturalistico più conosciuti, per il loro intramontabile fascino e mistero, vi sono senza dubbio le Grotte di Onferno, un complesso carsico di notevole valore. Una riserva lontana dalla confusione della città, alla scoperta di avventurose e misteriose cavità sotterranee.

Un po’di storia: antiche credenze.

“Castrum Inferni” si chiamava un tempo questo grazioso paesino arroccato sulle colline della Valconca. Tale nome era dovuto alle fumate di vapore che nei mesi invernali, specie al crepuscolo, erano emanate dalle rocce, fumi che avevano alimentato antiche credenze secondo le quali si immaginava che l’ingresso degli inferi fosse proprio lì. In realtà tale fenomeno si scopri successivamente essere causato semplicemente dalla differenza termica tra l’interno della grotta e l’esterno.

Questo avventuroso complesso di grotte carsiche, frutto dell’erosione di un torrente, si estende per oltre 850 metri sotto terra (sotto l’omonimo paesino arroccato), attraverso un percorso sorprendente fatto di anfratti e cunicoli. Per accedervi si imbocca un sentiero con scalini, che dal bosco conduce in un canyon.

All’interno delle Grotte, oltre a concentrazioni di roccia e cristalli di gesso, potrete ammirare la colonia di migliaia di pipistrelli che qui vive sotto stretta tutela come specie protetta. Questo avventuroso viaggio, che tanto ci ricorda la prima cantica della Divina Commedia dantesca, con i suoi gironi infernali, viene fatto in compagnia di guide esperte che, per un’ora circa, vi accompagnano spiegandovi le curiosità ed i particolari degli ambienti che trovate lungo il percorso. Poiché, per non disturbare la quiete dei pipistrelli, non è stato installato un capillare sistema di illuminazione ed il percorso viene fatto con torcia e caschetto di protezione, i bambini si sentiranno dei piccoli esploratori alla ricerca di avventure da vivere e  misteriosi luoghi da scoprire.

Queste particolari grotte, con la loro suggestiva sala dei Mammelloni, così chiamata per la presenza di protuberanze dal soffitto, simili a mammelle pendenti, sono inserite in un complesso naturalistico molto bello, che consigliamo di esplorare passeggiando alla scoperta di sorprendenti punti panoramici, come quello che dalla piazza dell’antico Castello di Onferno regala una vista mozzafiato su San Marino e Sassofeltrio.

Le Grotte di Onferno e l’intera Riserva sono una piacevole avventura per tutta la famiglia, una gita in giornata alternativa, da fare se siete in vacanza da noi in Riviera.

Tradizioni romagnole: le tele stampate

La Romagna è una terra ricca di tradizioni, sia che si tratti di prelibatezze culinarie che di oggetti di produzione artigianale.

Tra i prodotti hand made più conosciuti ed apprezzati nella nostra regione vanno sicuramente annoverate le famose tele stampate a ruggine, realizzate tramite l’impiego di stampi incisi, intrisi nel colore e battuti col mazzuolo.

Andiamo allora a scoprire qualche curiosità a riguardo a partire dalle origini e dalle tecniche impiegate, i disegni tipici e anche qualche trucco per riconoscere quelle prodotte artigianalmente rispetto ai falsi.

Le origini:

Quella delle tele stampate è un’arte manuale le cui origini sono da ricondurre all’artigianato povero, quello legato al mondo contadino: stampi in legno, colori ottenuti dalla ruggine, tela ricavata dalla canapa coltivata nei campi e tessuta con i telai casalinghi.
Tra i materiali utilizzati nella realizzazione degli stampi vi è soprattutto il legno di pero, non solamente perché più facilmente reperibile nelle nostre campagne, ma anche per il suo essere un legno morbido, adatto e resistente all’incisione tramite scalpello e mazzuolo.

I disegni:

Tra i disegni più classici troviamo sicuramente i motivi floreali (foglie, tralci di vite, grappoli d’uva e spighe) e animali (galli, grifoni, buoi e uccelli), oltre ad elementi tipici della vita contadina e forme geometriche. Ogni artigiano ha un suo patrimonio di matrici, che variano in base all’interpretazione data.

I colori:

Il colore più tradizionale è quello della pasta ottenuta dalla ruggine, che assume le sfumature dell’arancione e dell’ocra, un composto ottenuto dal ferro ossidato con aceto di vino, a cui viene aggiunto solfato di ferro e farina di frumento.
Vi sono  inoltre il blu, il verde ed il “rosso antico”, colori ottenuti da paste a base minerale.

Il procedimento:

  1. La pasta colorata viene stesa su un tampone mentre la tela da stampare è posta su un bancone opportunamente imbottito.
  2. Lo stampo viene intinto nel tampone per poi essere applicato sul tessuto.
  3. Una mano blocca con fermezza lo stampo, mentre l’altra impugna un mazzuolo di circa 3 o 4 chili che, con gesti rapidi e precisi, va a percuotere lo stampo con tre colpi decisi, continuando così per accostamento delle matrici, fino al termine della decorazione desiderata.
  4. Al termine del procedimento di impressione del colore, la tela viene messa ad essiccare, per poi essere immersa in un bagno di fissaggio con soda caustica, che una volta era ottenuta con cenere ed acqua.
  5. Infine la tela viene lavata per eliminare l’eccesso del colore e nuovamente stesa ad asciugare.

Le tele stampate sono un prodotto artigianale tipico della nostra regione e sono perfette per la Mise en place di pranzi e cene tradizionali.

Il Savor: la marmellata romagnola dagli antichi sapori della tradizione.

Il Savor, in dialetto Savôr (sapore), nato come cibo povero e legato alla preparazione della Saba, oltre ad essere considerato una gustosa prelibatezza è oggi uno dei dolci romagnoli più conosciuti. Una ricetta, dalle antiche tradizioni, che veniva preparata dalle famiglie contadine nel periodo subito dopo la vendemmia, poiché ottenuta dal mosto d’uva appena pigiato e non ancora fermentato.

Dal colore scuro e dalla consistenza densa, si ottiene facendo bollire il mosto d’uva, assieme a frutti autunnali come frutta secca, polpa di zucca e scorze di agrumi, fino a raggiungere la consistenza di una marmellata.

A Montegelli, nella provincia di Forlì-Cesena, dove ancora oggi si festeggia la Sagra del Savor, questa marmellata veniva custodita dentro piccole damigiane di terracotta con il collo largo e si usava appunto come cibo energetico durante i periodi invernali.
Oggi il Savor si presta come perfetto abbinamento per il Formaggio di Fossa, ma è delizioso gustato anche con arrosti e dolci come la ciambella o spalmato sulla piadina. Accompagnato da un calice di Sangiovese o di Albana passita, il Savor restituisce tutto il genuino sapore della Romagna.

Ecco la lista di ingredienti necessari alla preparazione del gustoso Savor.

Per 2kg di marmellata:

  • 3 litri di mosto di uva rossa;
  • 500 gr di pere abate;
  • 500 gr di mele cotogne;
  • 1 kg di mele;
  • La scorza di 1 limone;
  • La scorza di 1 arancia;
  • 100 gr di zucchero;
  • 1 stecca di cannella;
  • 250 gr di frutta secca (noci, nocciole, mandorle).

Preparazione:

Per prima cosa fate bollire in un pentolone il mosto, fino a quando il composto non avrà raggiunto la metà del contenuto versato. In questo modo avrete  la Saba, uno sciroppo bruno dal sapore zuccherino,  che una volta veniva usato per insaporire alimenti e pietanze.
Aggiungete le mele cotogne, le mele e le pere precedentemente sbucciate e tagliate a pezzetti e la frutta secca. Unite infine la scorza grattugiata del limone e dell’arancia. Fate bollire ancora a fiamma bassa per circa 10 ore.
Dopo circa 3 ore togliete la stecca di cannella, e lasciate cuocere, mescolando di tanto in tanto.
Una volta che il composto avrà assunto la consistenza di una marmellata togliete dal fuoco e riponetelo sottovuoto , ancora bollente, in contenitori sigillati di terracotta o di vetro.

Ora non vi resta che provare questo gustoso dolce della tradizione!

Ferrara, la città delle biciclette

Conosciuta come la città delle biciclette Ferrara è uno dei luoghi, ricchi d’arte e di storia, tra i più belli di tutta l’Emilia Romagna, che vale la pena visitare.

Una città dal fascino intramontabile della quale è impossibile non innamorarsi. Le sue possenti mura sono custodi di gioielli architettonici, musei ed edifici carichi di storia, una storia legata soprattutto ai Duchi d’Este che tra Quattrocento e Cinquecento l’hanno reinventata.

Passeggiando per le vie del centro sarete catturati dalla sua elegante atmosfera e dalla predominanza del colore del mattone, che più caratterizza questa città , nata un tempo sull’acqua.

A Ferrara sono inoltre legate personalità artistiche come quella di De Chirico, Ariosto e Bassani: perdendovi per le vie del centro avrete infatti la sensazione di rivivere le ambientazioni de Il Giardino dei Finzi Contini.

Ecco cosa vedere:

La vostra visita non può che cominciare dal  simbolo di questa località ricca di storia, il Castello Estense, la fortezza al centro della città, che oltre ad essere uno degli edifici più belli d’Italia che risale al Quattrocento, è anche una delle più importanti testimonianze del potere della famiglia d’Este nel Rinascimento.

Proseguendo il vostro tour per le vie del centro non potrete non notare il Palazzo  sede della Pinacoteca Nazionale di Ferrara e di numerose mostre ed eventi: Palazzo dei Diamanti, un capolavoro rinascimentale che deve il suo nome ai circa 8500 blocchi di marmo bianco e rosa sulla facciata.

Raggiungete poi Piazza Municipio, un tempo cortile del Palazzo Ducale della dimora dei signori ferraresi, oggi importante punto nevralgico della città, dove si affaccia il Palazzo del Municipio con il suo monumentale scalone.

Se avete tempo a disposizione vi consigliamo di entrare a visitare anche il Palazzo Schifanoia, un edificio costruito per lo svago della nobiltà. Al suo interno potrete ammirare il Salone dei Mesi, il più grande ciclo rinascimentale di affreschi pagani.
Proseguendo la vostra visita nella città color mattone incontrerete una delle più belle dimore nobiliari della città: Casa Romei il cui cortile interno è di straordinaria bellezza.

Ferrara è stata inoltre dimora di un autore di rilevante importanza, Ludovico Ariosto; il suo monumento funebre si trova infatti in una delle sale più importanti del Palazzo Paradiso (conosciuta anche come Biblioteca Ariostea). ed è proprio qui, alla corte d’Este, che fu scritta la grande opera dell’Orlando Furioso.

Non potete lasciare Ferrara infine, senza fare una passeggiata lungo Via delle Volte, una strada, dal fascino segreto e misterioso, con le arcate sospese su un percorso acciottolato, una volta antica via di commercio che costeggiava il Po prima di essere deviato.

Dunque ora non vi resta che andare alla scoperta di questa affascinante città di origini medievali e noi vi consigliamo di farlo passeggiando seguendo il percorso dei bastioni e delle torri che formano le mura della città: un itinerario lungo 9 km, perfetto da fare in bicicletta.

Un’ultima curiosità su Ferrara:

Nel mese di agosto non perdete l’annuale appuntamento con il Ferrara Buskers Festival, un concentrato di colori, musica arte  e allegria.

Itinerari ciclo-turistici: tra mare, natura incontaminata, arte e storia.

A volte una bella pedalata all’aria aperta, in mezzo alla natura,  è il modo migliore per fare il carico di energie e lasciare andare stress e pensieri negativi. Diversi sono gli studi che hanno dimostrato le qualità benefiche per mente e corpo delle attività all’aria aperta.

Con Cervia Bike Tourism sono diversi i percorsi offerti, adatti sia ai meno esperti, amanti delle rilassanti passeggiate in bicicletta, sia ai più sportivi, che desiderano cimentarsi in nuovi sentieri alla scoperta di suggestivi paesaggi  tra mare, pineta, mosaici, rocche e foreste sacre.

Vere e proprie escursioni tematiche alla scoperta dei luoghi della storia e dei sapori del nostro territorio.

Ecco alcuni dei percorsi:

RUOTE D’ARTE (Cervia- Ravenna 31 Km): Un itinerario ciclabile nel verde, tra mare e mosaici, alla scoperta dei 7 tesori UNESCO.

TRA VERDE E BLU (Pinete e Salina 24 km): Uno scenario unico nel suo genere, un percorso suggestivo che costeggia il Parco della salina di Cervia e che offre la possibilità di incontrare lungo il percorso affascinanti ospiti come i fenicotteri rosa.

ROCCHE E COLLINE (Bertinoro 48 Km): Un viaggio nella storia, tra rocche medievali che alternano mare e appennino con il fantastico Tour dello Spungone.

LE FORESTE SACRE (Parco delle Foreste Casentinesi):  Un vero e proprio paradiso tra Romagna e Toscana per chi ama la Mountain Bike, fatto di sentieri da attraversare attorno ad una tra le più grandi foreste vergini d’Europa.

LA FAMOSA ROTTA DEL SALE  (Cervia-Venezia 278 km Offroad): Un’avventura su due ruote tutta da vivere che alterna riserve naturali poco conosciute ed incontaminate e che affianca lo storico percorso della Rotta del Sale Nautica.

Ora non vi resta che scegliere l’itinerario più adatto a voi e partire in sella alla vostra bicicletta.

Dozza, una galleria d’arte a cielo aperto.

L’Autunno è una delle stagioni più affascinanti: i paesaggi si colorano con le sfumature più calde, l’aria è frizzante e avvolgente, ma non ancora troppo fredda, perfetta dunque per le gite fuori porta.

In Emilia Romagna tanti sono i borghi da visitare, dei veri e propri tesori da scoprire, anche quando il tempo a disposizione è di una sola giornata. Tra questi vi è Dozza, un gioiello incastonato nel nostro entroterra collinare, situato nella valle del fiume Sellustra. Questo piccolo paesino, facilmente raggiungibile passando per Bologna, ha come punto nevralgico la Rocca Sforzesca, una struttura di carattere medievale ancora in ottime condizioni, la quale è sede di una piccola pinacoteca che vale la pena visitare.

Ciò che però più caratterizza questa località sono i muri del suo centro storico, che la trasformano in una sorta di museo a cielo aperto in cui le facciate delle case diventano delle vere e proprie opere d’arte grazie ai murales e ai disegni raffigurati.
Le strette stradine di pietra riservano ad ogni passo una sorpresa a chi si appresta a passeggiare per le vie del centro. Qui l’arte si respira e si nasconde sotto le finestre, attorno ai portoni, davanti alle facciate delle botteghe e dei caratteristici localini.

Famosa è la Biennale del Muro Dipinto, una manifestazione di pittura nata negli anni sessanta che prevede la realizzazione di murales sulle facciate esterne delle case e che ha saputo raccontare la storia e le tradizioni di questo piccolo borgo.
Le opere realizzate negli anni da grandi artisti di arte contemporanea, sono oltre un centinaio e hanno reso la città una meravigliosa galleria a cielo aperto.

Dunque in questa stagione autunnale, che è un vero e proprio inno ai colori, con i suoi scricchiolanti e variopinti tappeti di foglie, Dozza è la meta ideale per una bella gita fuori porta.

Ecco cosa vedere se siete in visita in questo piccolo e pittoresco borgo di collina:

  • Via XX Settembre;
  • Palazzo Comunale;
  • Museo di Arte Sacra;
  • Rocca Sforzesca e Museo;
  • Torre Maggiore;
  • Enoteca regionale;
  • Parco Tozzoni.

Ora non vi resta che decidere quando organizzare la vostra prossima scampagnata a Dozza!

Sogliano e il formaggio di fossa

Tra i piccoli e preziosi borghi che caratterizzano l’entroterra collinare romagnolo vi è Sogliano sul Rubicone, famoso per il suo formaggio di fossa.

Di cosa si tratta?

Quello di fossa è un formaggio storico degli Appennini dell’Emilia Romagna e delle Marche e deve il suo nome ai Malatesta, che si servivano di buche scavate nella roccia per nascondere i prodotti da possibili razzie.

Fatto con latte di vacca, pecora o misto, prima dell’infossatura viene inserito in un sacchetto di tela per poi essere lasciato maturare sottoterra.

Questo tipo di stagionatura dona al formaggio un’alta intensità aromatica, rendendolo l’accompagnamento ideale sia come antipasto, affiancato a crostini caldi, miele o marmellate ma anche nelle ricette di primi e secondi.

Sogliano è la meta ideale per una gita fuori porta, quì potrete godere di una bellissima vista panoramica che guarda al mare Adriatico e ammirare inoltre la Fontana delle Farfalle di Tonino Guerra in piazza Matteotti dove “sopra un tappeto, arrivato in Romagna dal deserto africano, alcune farfalle vogliono staccarsi e prendere il volo”.

Un itinerario alternativo per chi volesse perdersi alla scoperta di uno dei tanti tesori della Romagna!

Romagna Sangiovese

Si dice che il Sangiovese della Romagna, meglio conosciuto come Sanzve’s, sia simbolo di ciò che più caratterizza i romagnoli: l’ospitalità!

Un binomio storico, che continua ad essere tramandato nel tempo attraverso storie e detti popolari. Le origini del nome Sangiovese sono divise tra chi narra che derivi da “jugum” (giogo) con riferimento al moto ondulatorio del paesaggio collinare tipico del nostro territorio, mentre altri amano raccontare la leggenda legata ad alcuni frati cappuccini di Santarcangelo di Romagna, secondo cui si narra che nell’600 ebbero ospite il Papa e che costui, deliziato dal vino a lui offerto, volle sapere il nome di quella bevanda tanto gustosa e questi ultimi,  colti impreparati  alla domanda, risposero senza pensare “sanguis di jovis” (sangue di giove).

Certo è che questo prodotto, re indiscusso dei vini rossi, con il passare degli anni è divenuto un vero e proprio simbolo della Romagna; una terra questa, dove da sempre l’ospitalità è di casa, legata ad un clima di accoglienza e di amicizia che deve le sue origini passate a piccoli gesti conviviali,  come l’offerta di un bicchiere di vino dopo un’intera giornata di lavori nelle campagne.

Questo vino dal colore rosso intenso è inoltre un ottimo accompagnamento per molti cibi della tradizione: il Sangiovese di Romagna novello si abbina bene con i salumi o i formaggi uniti alla classica piadina locale, mentre il Sangiovese di Romagna Superiore e il Riserva vengono spesso accostati a carni brasate, arrosti e cacciagione.

Chi viene in Romagna non può non assaggiarlo e come recita la canzone  ” con il bicchiere in mano brindare all’allegria”!